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Il maestro Musumeci e Vincenzo Bellini
Ero entrato da poco a far parte del coro e, nel corso di una prova, il maestro ci fece ascoltare la base musicale, ancora appena accennata, di un'aria della Norma.
La composizione era, come dicevo, ancora scarna, tanta altra strumentazione doveva essere aggiunta perchè potesse essere completata. Sicchè, all'ascolto, quella
musica mi diede una strana impressione....
Quando il maestro ci chiese cosa ce ne sembrasse, dissi:
Veramente mi da l'impresione di una allegra marcetta, niente a che fare con un brano lirico.
Lo sguardo truce di Alfio mi penetrò come una saetta...
- La musica di Bellini... una marcetta? Ti rendi conto della bestemmia che hai appena proferita? -
Marinella, sua moglie, incalzò...
- Ti sei rovinato per tutta la vita. Toccare Vincenzo Bellini ad Alfio? Non sia mai.-
Sono riuscito a riscattarmi in seguito, ma ho dovuto dare ampia prova di ravvedimento e profondo pentimento per quella frase blasfema.
Ritengo questo aneddoto abbastanza significativo ed esplicativo per comprendere quale legame unisce Alfio Musumeci a Vincenzo Bellini.
Quando parla del "Cigno", gli occhi del Maestro sembrano illuminarsi e le sue parole diventano storia e quasi testimonianza della vita del musicista, come se egli si trasportasse a quell'inizio secolo diciannovesimo e vivesse quella vita, respirasse quell'atmosfera, gioisse e si commovesse alle alterne vicende di Bellini.
A volte, scherzando, qualcuno di noi gli chiede: "cu eri tu ccu Vicenzu stamatina o bar? Offriu iddu o offristi tu?".
Ma nel campo della musica il maestro Musumeci dimostra di avere profonfa conoscenza di tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta il grande mondo della melodia e della letteratura di tutti i tempi. Dei grandi come Verdi, Mozart, Wagner, Puccini, Bach, Chopin.... egli ne conosce ogni risvolto, ne ha studiato il carattere attraverso ciò che di loro ci è stato tramandato, ha valutato profondamente il momento storico e culturale in cui ciascuno di questi grandi ha operato perchè solo così, come egli stesso afferma, la loro musica può essere interpretata ed eseguita in maniera quanto più fedele alle loro intenzioni.
Di questa nobile arte Alfio ha permeato il suo spirito al punto che le sue numerose composizioni raccolgono il commosso plauso di chi ha la gioia di ascoltarle.
E' normale, durante l'esecuzione di un suo brano, vedere qualcuno asciugare qualche lacrima sgorgata furtivamente. Una delle composizioni più belle di Musumeci, "Signor mio ascoltami", induce immancabilmente ad un effetto spupefacente: alla fine della sua esecuzione il pubblico rimane per un momento muto, come a volere uscire dal rapimento in cui era caduto, e, subito dopo, esplode in un applauso sentito e commosso.
E noi, componenti del coro, ci riteniamo fortunati di accogliere nel nostro
animo queste sensazioni che egli riesce a trametterci.
Grazie Maestro.
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