Alfio e il coro 
Ci chiedevamo quale potesse essere il modo migliore per rendere un'idea, quanto più precisa, di cosa sia oggi il coro, quali le sue origini, il suo evolversi; insomma fare una, seppur breve, storia del Coro Polifonico San Luigi che in dicembre del 2005 compirà il suo 20° anno di vita. Ed è stata proprio questa ultima considerazione a farci tornare in mente che il Maestro del coro, Alfio Musumeci, aveva già scritto qualcosa in proposito in occasione della ricorrenza del 15° anniversario di vita della corale. Ed allora quale migliore occasione, se non quella di affidare proprio alle sue parole questo compito…….?
Il Maestro del Coro, Afio Musumeci
... e sono passati quindici anni!
Quindici anni da quel giorno in cui, quasi timidamente, la corale si
affacciò, come un bimbo appena nato, ad un mondo musicale
ancora troppo lontano per poterne apprezzare tutta la bellezza. Perché
"...ancora troppo lontano"?... Perché all'epoca pochi, pochissimi
insieme al sottoscritto pensavano ad un cammino concreto verso
una maturazione musicale e culturale in genere, che avrebbe con-
dotto alla professionalità attuale.
Quindici anni di grandi soddisfazioni, di gioie, ma anche di
sofferenze, di tensioni, a volte di …"tormento".
Avvenimenti che si sono accavallati l'uno sull'altro, via vai di gente..
Oh, sì ! Quanta gente è entrata ed uscita dal coro, quanti personaggi,
quante figure particolari: li ricordo tutti ! Quante pazzie, quante
nottate, quanta stanchezza, ma quanta gioia! E quale piacere psico
fisico ho provato a plasmare con le mie mani, insieme ai miei fratelli
del coro, la musica più bella, la più famosa, la più straordinaria che
è venuta fuori dalle menti dei "grandi". Quale gioia poter interpreta-
re con estrema umiltà i musicisti che ho sempre adorato: Bellini, per
esempio, di cui mi innamorai ancora bambino o Mozart di cui ho
sempre ammirato e, forse, "benevolmente invidiato" il genio
creativo. Sono grato ai miei amici del coro, alcuni mi seguono da tempo
con passione, ma tutti mi apprezzano, mi stimano e... mi vogliono
bene, ne sono certo! Anche in alcuni momenti in cui, forse, pretendo
l'impossibile. Qualcuno dice che la mia condizione neurologica
non è attendibile, ma anche che forse è lo stato neurologico di tutti i
componenti a dover essere rivisitato: "Tu si' pazzo, figlio mio -
dice Totò con il suo tipico accento napoletano - e noi simme 'cchiù
pazze 'e te che te venimmo dietro! ".
Li voglio ringraziare tutti, voglio ringraziare l'uomo che ha avuto
grande fiducia in me e che mi ha insegnato a coordinare un gruppo:
mons. Alfio Salemi, da anni fonte inesauribile di consigli e
voglio ringraziare la mia compagna, mia moglie, da sempre nel
coro, che "vive" le mie sofferenze, condivide le mie gioie, com-
prende i miei momenti di... "estasi" e mi incoraggia sempre con
grande pazienza nei momenti più difficili, e poi permettetemi di
ringraziare i miei genitori, in particolare, mio padre che mi ha
insegnato ad essere critico con me stesso per poter migliorare la
qualità della corale e per potermi migliorare professionalmente, ed
infine grazie al pubblico che mi ha sempre apprezzato e voluto
bene.
Vorrei poter dire ancora tante cose, ma i ricordi sono tanti, mi ci
vorrebbe un libro, preferisco condensare tutto nella frase che
spesso ripeto durante le prove:
" Il coro è il mio tormento ...e la mia estasi!!! "
Alfio Musumeci
Sono trascorsi altri quattro anni da quella data, ma rimane immutato
lo spirito con cui Alfio Musumeci guarda al suo impegno. Ancora oggi
il coro continua ad essere il suo tormento... e la sua estasi.
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